“Mastella è in carica, come Ministro della Giustizia, da più di un anno (nota bene che l’indagine Why Not va avanti da 3), poltrona chiesta espressamente, senza la quale avrebbe fatto cadere il Governo (vedi elezione del Presidente del Senato Marini).

Appena messosi comodo nella poltrona fa approvare la famosa “legge Mastella”, che zittisce la stampa in ambito di processi e indagini.
Tranquillo del fatto che la stampa deve tacere inizia a martellare De Magistris e ne chiede il trasferimento al Csm (Consiglio superiore della Magistratura, il cui presidente è il Capo delle Stato Napolitano).
Quello che non si aspetta è la reazione della comunità calabrese, che inizia a spargere la notizia. La fine del tamtam porta De Magistris ad Annozero ed alla diffusione in pubblico dei fatti.
Il giorno seguente c’è il tentativo da parte di Mastella di un nuovo editto di Sofia (ma sarebbe stato troppo devastante per la sinistra, in termini di voti, epurare Santoro).
Vorrei ricordare che fino ad ora non si sa che Mastella è indagato, anzi, lo stesso Mastella dice di non saperne nulla. Certo è una coincidenza eccezionale che delle migliaia di indagini in atto il Ministro della Giustizia vada proprio a ficcare il naso in Why Not.
A questo punto “qualcuno” fa uscire la notizia che il Ministro è indagato (insieme al capo di Governo Prodi).
Interviene subito la procura di Catanzaro, che trova conflitto di interessi nel fatto che De Magistris debba indagare su una persona che ne ha chiesto il trasferimento (io trovo che il conflitto è al contrario, cioè che uno indagato chieda il trasferimento dell’indagatore), avoca l’indagine Why Not a De Magistris (la cui notifica è stata presentata oggi).
Il processo finisce al tribunale dei ministri a Roma, lontano da Catanzaro e dai fatti.”

[da http://www.ilfrittomisto.it]