Un pub, ambiente fumoso, sì, lì si può fumare, caldo. Persone sedute riempiono del proprio vociare la stanza mischiandolo a musica anni ’80 riprodotta da casse mezzerotte. In un angolo aspetto che l’amica arrivi. Mi guardo intorno; mi alzo, pochi passi e sono vicino a un vecchio mobile di legno zeppo di libri gialli, sia per argomento che per aspetto. Il tempo li ha resi rigidi. Guardo meglio, so cosa cercare: trovata. La nuova uscita di Nero. Si trova sempre Nero in questo pub. Mi siedo, faccio un sorriso a quello del tavolo davanti che mi sta guardando, e sfoglio. Le pagine scorrono, guardo solo le immagini ma a un certo punto mi blocco, c’è la foto di un vecchio, ha un viso misterioso, uno scatto molto bello, l’articolo è un intervista. Mi metto a leggere. Quando alzo lo sguardo l’amica è già arrivata. Da quanto?

Lui è Moondog.

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Moondog e i suoi strumenti

Louis Thomas Hardin nasce il 26 Maggio 1916 a Maryville, in Kansas. Già all’eta di 5 anni suonava dei tamburi che si era fatto da solo con delle scatole di cartone.
A 16 anni rimane cieco in un incidente in fattoria, a causa di un petardo.
Frequenta in seguito la Iowa Shool for the Blind proseguendo poi gli studi di musica privatamente con Burnett Tuthill presso il Conservatorio di Memphis.
Nel 1943 si trasferisce a New York dove presto fa amicizia con Artur Rodzinski, direttore della Philarmonic, che gli permetterà, rompendo un tabù, di assistere alle prove dell’orchestra. Nel 1947 Rodzinski lascia la direzione e Hardin si rende conto di risultare indesiderato (forse anche a causa del suo stravagante modo di vestire). Da quel momento e per i successivi 30 anni (fino al 1974) vivrà in strada, salvo occasionali camere in affitto, indossando sempre abiti da vichingo, da cui il soprannome ‘The Viking of 6th Avenue’ dove lo si poteva trovare spesso. Sopravvive esibendosi  vicino il famoso 52nd Street <nightclub strip> dove la sua musica dall’andamento inusuale, per i procedimenti intricati, rigorosi e canonici, e per le raffinate ed evocative melodie, diventa ben conosciuta da musicisti jazz e fan. Sua è l’invenzione degli strumenti come il trimbas, lo yukh e l’oo, con cui suonava.
Non componeva PER strada ma CON la strada utilizzando i rumori della City non solo come effetti sonori o elementi decorativi ma come linee essenziali dell’intera composizione, registrando con le limitate tecnologie portatili degli anni ’50.

Altri musicisti si ispirarono a lui, dedicandogli anche numerose tracce come ‘Moondog’ di Pentangle (dall’album del 1968 ‘Sweet Child’), ‘Moondog’ di DJ Scotch Egg (dall’album Scotchhausen) e ‘Spear for Moondog’ (parti I e II) di jazz/funk organist Jimmy McGriff (dal loro album ‘Electric Funk’ – 1968).

[INFO da Nero – Magazine e Wikipedia]

::INTERVISTA DI Cole Gagne A Moondog::

::OPERE::

(NB):Curiosità:
– Un brano di Moondog è stato anche usato nella colonna sonora del film cult “The Big Lebowski“.

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